Eredi stranieri / dall'estero

Il defunto viveva all'estero e aveva beni in Italia: cosa fare

Dichiarazione in Italia anche se il decesso è avvenuto all'estero: quale ufficio, su quali beni si pagano le imposte, cosa dice il regolamento europeo sulle successioni e quando serve un notaio.

Geom. Lorenzo Armellin6 min di letturaAggiornato il 11 settembre 2026

È il caso classico di tante famiglie emigrate: il genitore viveva da anni in Germania, in Svizzera o in Argentina, ma in Italia ha lasciato la casa del paese o un appartamento affittato. Se ci sono beni in Italia, la dichiarazione di successione va presentata in Italia, entro 12 mesi dal decesso, anche se il decesso è avvenuto all'estero e anche se tutti gli eredi vivono fuori.

Su quali beni si pagano le imposte

La regola è nel Testo unico sulle successioni (art. 2). Se il defunto era residente in Italia al momento del decesso, l'imposta riguarda tutti i beni, ovunque si trovino. Se invece non era residente in Italia, l'imposta riguarda solo i beni che si trovano in Italia: immobili, conti presso banche italiane, partecipazioni in società italiane. I beni all'estero seguono le regole del Paese in cui si trovano.

Doppia imposizione

L'Italia ha convenzioni contro le doppie imposizioni in materia di successioni con pochi Paesi, tra cui Francia, Regno Unito e Stati Uniti. Per il resto, quello che paghi in Italia sui beni italiani va coordinato con la dichiarazione nel Paese di residenza: su questo vale la pena sentire un consulente locale.

A quale ufficio si presenta

Se il defunto aveva avuto una residenza in Italia prima di trasferirsi, l'ufficio competente è quello dell'Agenzia delle Entrate dell'ultima residenza italiana. Se non è mai stato residente in Italia o l'ultima residenza non è nota, la competenza è di un ufficio di Roma indicato dall'Agenzia. Con la dichiarazione telematica questo dettaglio lo gestiamo noi in fase di compilazione.

Come si presenta

In via telematica tramite un intermediario abilitato, esattamente come per chi vive in Italia: raccogliamo documenti e firme a distanza e trasmettiamo noi. La legge consente ai residenti all'estero, solo se impossibilitati alla trasmissione telematica, di spedire il modello cartaceo con raccomandata: è un'eccezione che nella pratica non serve quasi mai.

Chi eredita: la legge applicabile

La parte fiscale e la parte civile sono due cose diverse. Chi sono gli eredi e in quali quote lo stabilisce la legge applicabile alla successione. Nell'Unione europea vale il regolamento 650/2012: per i decessi dal 17 agosto 2015 si applica la legge del Paese in cui il defunto aveva la residenza abituale, a meno che nel testamento avesse scelto la legge del Paese di cittadinanza. Quindi un italiano residente in Germania senza testamento eredita secondo la legge tedesca, anche per la casa in Italia. Regno Unito, Irlanda e Danimarca non applicano il regolamento; per i Paesi fuori dall'Unione valgono le norme italiane di diritto internazionale privato.

Dove finisce il nostro lavoro

Noi prepariamo e trasmettiamo la dichiarazione e la voltura sui beni in Italia. Se la successione è regolata da una legge straniera, se c'è un testamento estero da far valere o un certificato successorio europeo da ottenere, serve anche un notaio o un avvocato: appena emerge dai documenti te lo segnaliamo e ti indichiamo i passaggi.

I documenti in più

  • Certificato di morte rilasciato all'estero: se il defunto era cittadino italiano, l'atto va trascritto nel comune italiano tramite il consolato, e da lì si ottiene un certificato italiano. Altrimenti serve il certificato estero con apostille o legalizzazione e traduzione, salvo le semplificazioni europee.
  • Prova della residenza all'estero del defunto, ad esempio l'iscrizione AIRE o un certificato di residenza del Paese estero.
  • Codice fiscale del defunto e di tutti gli eredi: anche gli eredi non italiani devono averlo.
  • Testamento, se c'è, con eventuale pubblicazione o certificato successorio europeo.

Agevolazione prima casa

Le imposte ipotecaria e catastale sull'immobile ereditato possono ridursi con l'agevolazione prima casa, ma per chi vive all'estero le regole sono specifiche e sono cambiate nel 2023: dipendono da dove si trova l'immobile e dal legame con l'Italia di chi eredita. La verifichiamo caso per caso prima di calcolare le imposte.

Le informazioni di questa guida sono indicative e a scopo informativo. Ogni successione è un caso a sé: la valutazione definitiva è sempre sul caso concreto. Verifichiamo gratis la tua situazione.