Eredi stranieri / dall'estero

Documenti dall'estero: apostille, traduzioni e firme a distanza

Certificato di morte estero, testamento straniero, documenti d'identità non italiani: quando servono apostille, legalizzazione o traduzione giurata, e come si firma tutto senza venire in Italia.

Geom. Lorenzo Armellin6 min di letturaAggiornato il 11 settembre 2026

In una successione con eredi o defunto all'estero, quasi tutti i documenti sono gli stessi di una pratica italiana. Quelli che possono arrivare da un altro Paese sono pochi ma delicati: il certificato di morte se il decesso è avvenuto all'estero, un testamento straniero, i documenti d'identità degli eredi e, in qualche caso, certificati di stato civile. Vediamo cosa serve davvero perché l'Agenzia delle Entrate e il Catasto li accettino.

Tre regole a seconda del Paese

Paese di rilascioLegalizzazioneTraduzione
Unione europeaNon serve: il regolamento 2016/1191 elimina apostille e legalizzazione per i certificati di stato civileSi può evitare chiedendo il modulo standard multilingue insieme al certificato
Paesi della Convenzione dell'Aja del 1961 (es. Regno Unito, Stati Uniti, Svizzera, Argentina, Brasile, Australia)Apostille, apposta dall'autorità del Paese che ha rilasciato il documentoTraduzione giurata in Italia o certificata dal consolato italiano
Altri PaesiLegalizzazione presso il consolato italiano nel Paese di rilascioTraduzione giurata in Italia o certificata dal consolato italiano

Il certificato di morte

Se il defunto era cittadino italiano e il decesso è avvenuto all'estero, la strada più semplice è far trascrivere l'atto di morte nel comune italiano tramite il consolato: da quel momento il certificato lo rilascia il comune, in italiano, e non servono né apostille né traduzione. Se il defunto non era italiano, si usa il certificato estero con le regole della tabella.

Il testamento straniero

Un testamento redatto all'estero va di norma pubblicato o fatto valere in Italia tramite un notaio, con traduzione giurata e, se serve, legalizzazione. È uno dei pochi passaggi in cui serve un professionista diverso da noi: te lo indichiamo e coordiniamo la dichiarazione con i suoi tempi.

Documenti d'identità non italiani

Un passaporto o una carta d'identità stranieri in corso di validità vanno bene per la dichiarazione di successione e per la richiesta del codice fiscale. Serve una copia leggibile, fronte e retro; nessuna traduzione.

Le firme: cosa serve e cosa no

  • Per la dichiarazione di successione e la voltura non serve una procura notarile: la trasmettiamo noi come intermediario, con il tuo incarico firmato a distanza nell'area personale o restituito firmato con copia del documento.
  • Per il codice fiscale basta la delega inclusa nel modello AA4/8, firmata da te.
  • Servono invece un notaio o il consolato italiano, che per i cittadini italiani svolge funzioni notarili, per rinunciare all'eredità, per accettarla con beneficio d'inventario e per firmare una procura a vendere l'immobile.

Prima le foto, poi gli originali

Per i controlli iniziali bastano foto o scansioni caricate nell'area personale. Gli originali, o le copie con apostille e traduzione, li chiediamo solo per i documenti che li richiedono davvero, e te lo diciamo prima.

Attenzione ai tempi di apostille e traduzioni

Tra richiesta del certificato, apostille e traduzione giurata possono passare settimane. Se il termine dei 12 mesi è vicino, parti da questi documenti mentre noi prepariamo il resto.

Le informazioni di questa guida sono indicative e a scopo informativo. Ogni successione è un caso a sé: la valutazione definitiva è sempre sul caso concreto. Verifichiamo gratis la tua situazione.